Bilancio di Sostenibilità Obbligatorio: Guida e Scadenze CSRD

Molte imprese si pongono la stessa domanda: il bilancio di sostenibilità è obbligatorio o resta una scelta volontaria? Con l’entrata in vigore della direttiva CSRD, i confini sono cambiati radicalmente. Scopri se la tua azienda rientra nei nuovi obblighi europei e perché, anche se sei una PMI, non dovresti sottovalutare questo strumento strategico.

Bilancio di sostenibilità: obbligatorio o facoltativo?

Negli ultimi anni il tema della sostenibilità è passato da essere un semplice “plus” d’immagine a un pilastro normativo fondamentale. Oggi, la domanda per molte imprese non è più se comunicare il proprio impatto sociale e ambientale, ma quando diventerà un obbligo legale farlo.

La risposta risiede nella nuova Direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), che ha drasticamente ampliato la platea di imprese per cui il bilancio di sostenibilità è obbligatorio.

Chi ha l’obbligo di redigere il bilancio di sostenibilità?

Fino a poco tempo fa, l’obbligo (D.N.F. – Dichiarazione Non Finanziaria) riguardava solo i grandi enti di interesse pubblico. Con la nuova normativa, l’obbligo si estende progressivamente secondo questo calendario:

1. Dal 1° gennaio 2024: Grandi imprese di interesse pubblico (già soggette alla precedente NFRD) con oltre 500 dipendenti.

2. Dal 1° gennaio 2025: Tutte le altre grandi imprese che superano almeno due dei seguenti tre criteri:

Più di 250 dipendenti.

Totale dell’attivo dello stato patrimoniale superiore a 25 milioni di euro.

Ricavi netti delle vendite superiori a 50 milioni di euro.

3. Dal 1° gennaio 2026: PMI quotate in borsa (con possibilità di opt-out fino al 2028).

Quando è facoltativo (ma caldamente consigliato)?

Per le PMI non quotate, il bilancio di sostenibilità non è obbligatorio per legge, ma sta diventando un requisito di fatto per operare nel mercato. Perché?

Accesso al credito: Le banche analizzano sempre più i parametri ESG (Environmental, Social, Governance) per concedere finanziamenti o applicare tassi agevolati.

Supply Chain: Le grandi aziende obbligate alla rendicontazione richiedono dati ai propri fornitori (PMI) per completare il proprio bilancio.

Vantaggio Competitivo: Essere trasparenti attrae investitori e talenti, migliorando la reputazione del brand.

Gli standard ESRS: come si redige il bilancio?

Per chi ha il bilancio di sostenibilità obbligatorio, non è più possibile utilizzare schemi liberi. È necessario seguire gli standard ESRS (European Sustainability Reporting Standards), che garantiscono l’uniformità e la comparabilità dei dati a livello europeo, includendo il principio della “doppia materialità”.

Nota Bene: Il bilancio di sostenibilità deve essere sottoposto a una “limited assurance” (revisione esterna) da parte di un ente certificatore terzo, esattamente come avviene per il bilancio d’esercizio.

Come BGB Bureau può supportare la tua transizione

Affrontare la transizione verso la sostenibilità richiede competenze tecniche, legali e finanziarie. Che la tua azienda sia soggetta all’obbligo o voglia intraprendere un percorso volontario per migliorare il proprio rating ESG, BGB Bureau offre una consulenza su misura per:

• Analisi di materialità

• Raccolta dati e redazione del bilancio secondo gli standard ESRS

• Integrazione della sostenibilità nel modello di business