Investimenti sostenibili 4.0: finanziamento fino al 75%, 224 imprese in istruttoria. Come non perderlo
- BGB
- dnsh, finanza agevolata, pmi
- 0Commenti
Un finanziamento conteso: 592 domande in un giorno
Investimenti sostenibili 4.0 è il bando del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, gestito da Invitalia, che finanzia fino al 75% degli investimenti innovativi e sostenibili delle PMI del Mezzogiorno. Chi cerca ancora la scadenza del 2026 arriva tardi: lo sportello ha aperto alle 10 del 6 ottobre 2026 e dal giorno dopo era già chiuso: in sette ore sono arrivate 592 domande, per circa 1,5 miliardi di investimenti e 1,15 miliardi di agevolazioni richieste, a fronte di una dotazione di 447,6 milioni. Le richieste hanno superato le risorse di oltre due volte e mezzo.
Il 27 ottobre il Ministero ha approvato la graduatoria: con i fondi disponibili entrano in istruttoria le domande fino alla posizione 224, salvo risparmi che emergano dalle istruttorie. È una partita che riguarda soprattutto la Campania: 431 domande su 592 vengono da qui, e 176 delle prime 224. Un segnale chiaro di quanto le imprese campane cerchino finanziamenti a fondo perduto per investire.
Per chi è dentro, il finanziamento non è ancora in cassa. Per chi è fuori, la partita non è del tutto chiusa. Vediamo che cosa succede adesso, in entrambi i casi.
Il finanziamento in breve
- Chi: micro, piccole e medie imprese manifatturiere o di servizi alle imprese, con unità produttiva in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia o Sardegna.
- Programmi: da 750.000 a 5 milioni di euro, e comunque non oltre il 70% del fatturato dell’ultimo bilancio, con prevalenza di tecnologie 4.0.
- Agevolazione: fino al 75% delle spese, di cui 35% a fondo perduto e 40% di finanziamento agevolato. Almeno il 25% va coperto con mezzi propri o con finanziamenti senza aiuti pubblici.
- Scadenza: sportello aperto il 6 ottobre 2026 e chiuso dal 7 ottobre per esaurimento dei fondi; graduatoria approvata il 27 ottobre.
- Tempi: il programma va ultimato entro 18 mesi dalla concessione.
- Riferimenti: decreto ministeriale 18 marzo 2026; risorse del Programma nazionale Ricerca, innovazione e competitività 2021-2027.
Come si è formata la graduatoria
Poiché tutte le domande sono arrivate lo stesso giorno, l’ordine non l’ha deciso l’orario ma il punteggio su due criteri: la solidità del bilancio (copertura delle immobilizzazioni e degli oneri finanziari, indipendenza finanziaria, margine operativo sul fatturato) e la sostenibilità ambientale del programma. Il punteggio più alto è 52, e lo hanno ottenuto 111 domande; alla posizione 224 si è già a 49, e con 49 punti c’è anche chi è rimasto appena fuori. Il margine fra chi entra e chi aspetta è di pochi punti.
I punti di sostenibilità si guadagnavano in quattro modi:
- un programma che porta l’impresa verso l’economia circolare, con le soluzioni indicate dal decreto;
- un risparmio energetico di almeno il 5% rispetto ai consumi dell’anno precedente, misurato in energia primaria;
- un contributo agli obiettivi climatici europei di mitigazione o adattamento, comprovato da perizia giurata secondo i criteri della tassonomia (Reg. UE 2021/2139);
- un sistema di gestione ambientale o energetica (EMAS, ISO 14001, ISO 50001) o una certificazione ambientale di prodotto, con l’impegno a mantenerli per almeno tre anni.
Se sei fra i primi 224: che cosa controlla Invitalia
L’ammissione in graduatoria apre l’istruttoria, che il decreto fissa in 60 giorni. Le verifiche sono in sequenza:
- prima la capacità di restituire il finanziamento agevolato, calcolata sull’ultimo bilancio confrontando utile e ammortamenti con la rata annua;
- poi i requisiti di ammissibilità, la valutazione del programma e il rispetto del DNSH;
- infine regolarità contributiva e controlli antimafia.
Invitalia può chiedere integrazioni una sola volta. Se la documentazione non arriva completa nei termini, la domanda si valuta con quello che c’è. Dopo l’esito positivo arriva il provvedimento di concessione, da firmare nei termini indicati; poi l’impresa ha 30 giorni non prorogabili per mandare i documenti del contratto di finanziamento, pena la decadenza.
Il DNSH in questo bando: cosa vuol dire davvero
Il DNSH è il principio del «non arrecare danno significativo» all’ambiente (art. 17 del Reg. UE 2020/852). In questo bando funziona in modo diverso dal PNRR, e conviene saperlo per non spendere energie nel posto sbagliato.
Il decreto ricorda che nella politica di coesione non si valuta ogni singolo progetto: la misura nel suo insieme è già stata giudicata compatibile con il DNSH. La verifica in istruttoria riguarda gli ambiti esclusi elencati nell’allegato 6, cioè gli investimenti che il FESR non può finanziare. Per una PMI manifatturiera i punti da controllare sono soprattutto:
- investimenti legati alla produzione o combustione di combustibili fossili, salvo le eccezioni previste;
- attività soggette al sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS), per gli investimenti di riduzione delle loro emissioni;
- imprese in difficoltà secondo la definizione europea;
- discariche e aumenti di capacità degli impianti di trattamento dei rifiuti residui.
In pratica: un programma che include, per esempio, un nuovo impianto che brucia gas merita una verifica puntuale prima che la faccia Invitalia. Per il quadro generale del principio abbiamo scritto una guida a parte su come si dimostra il DNSH.
Dove si rischia di più: la sostenibilità dichiarata
Il rischio maggiore, per molte imprese, sta nella sostenibilità che hanno dichiarato, più che nel DNSH. Quei punti hanno deciso la posizione in graduatoria, e quindi l’accesso al finanziamento. Ma sono anche impegni: il decreto prevede la revoca, totale o parziale, per il mancato o parziale raggiungimento degli obiettivi del programma e per l’inadempimento degli obblighi.
Chi ha dichiarato un risparmio energetico del 5% deve poterlo dimostrare: consumo di partenza documentato, metodo di calcolo, misure dopo l’investimento. Chi ha usato una certificazione ISO 14001 o 50001 deve mantenerla per tre anni. Chi ha puntato sull’economia circolare deve poter mostrare che cosa è cambiato nei materiali, negli scarti, nei processi. Sono cose che si preparano meglio adesso, mentre si acquistano i beni, che a fine programma.
Dopo la concessione: le scadenze da segnare
- 18 mesi per ultimare il programma; una realizzazione parziale che non sia organica e funzionale comporta la revoca totale.
- Erogazioni in non più di tre stati di avanzamento, ciascuno di almeno il 25% dell’investimento (l’ultimo può essere inferiore), con conto corrente vincolato o ordinario.
- I beni devono essere installati nell’unità produttiva, nei tempi legati alla modalità di erogazione scelta.
- Richiesta del saldo entro 90 giorni dall’ultimazione; entro 60 giorni dal saldo va attivato il codice ATECO del programma.
- Per tre anni dall’ultima erogazione i beni restano nella regione; i documenti si conservano per dieci anni, con contabilità separata e disponibilità a controlli e sopralluoghi.
Se sei oltre la posizione 224
Le domande senza copertura sono sospese, non respinte: restano in attesa dei risparmi che emergono dalle istruttorie, che possono far scorrere la graduatoria. Se al termine dell’accertamento restano senza fondi, decadono, e Invitalia comunica l’esito alle imprese.
Intanto conviene lavorare su ciò che ha fatto la differenza. Gli indici di bilancio non si cambiano in poche settimane; i punti di sostenibilità sì, almeno in parte: una diagnosi energetica, un sistema di gestione ambientale, un progetto di economia circolare documentato. Ad oggi il Ministero non ha annunciato un nuovo sportello, ma per qualunque bando futuro con criteri simili quei punti si costruiscono prima, non il giorno della domanda.
Come può aiutarti BGB
Per chi è in istruttoria, ci occupiamo di:
- verifica degli ambiti esclusi dell’allegato 6 sul programma presentato;
- dossier della sostenibilità dichiarata: consumo di partenza, metodo di misura del risparmio energetico, evidenze di economia circolare, coordinamento con il professionista che firma la perizia giurata;
- mantenimento dei sistemi di gestione ambientale ed energetica e preparazione alle verifiche;
- stati di avanzamento e saldo, con il controllo di fatture, scadenze e documenti.
Per chi è rimasto fuori, prepariamo i punti di sostenibilità per il prossimo bando. I nostri servizi sono descritti nelle pagine Sostenibilità e Finanza agevolata.
Hai presentato domanda a Investimenti sostenibili 4.0 e vuoi arrivare al finanziamento senza sorprese? Contattaci: ne parliamo senza impegno.

