Resto al Sud 2.0: requisiti, voucher e fondo perduto per aprire un’attività al Sud

Resto al Sud 2.0 è l’incentivo per i giovani tra 18 e 35 anni che vogliono mettersi in proprio nel Mezzogiorno: un voucher a fondo perduto fino a 50.000 euro, oppure un contributo che copre fino al 75% di un programma di investimento da 200.000 euro. Lo gestisce Invitalia, lo sportello è aperto dal 15 ottobre 2025 e non ha una data di chiusura: le domande si esaminano in ordine di arrivo, finché ci sono fondi. La dotazione è di 356,4 milioni di euro, dal programma nazionale FSE+ 2021-2027 «Giovani, donne e lavoro» del Ministero del Lavoro.

In questa guida: chi può chiederlo, quanto vale, che cosa si può comprare e gli errori che fanno perdere l’agevolazione prima ancora di cominciare.

Resto al Sud 2.0 in breve

  • Chi: giovani dai 18 anni compiuti ai 35 non ancora compiuti, inattivi, inoccupati o disoccupati. Rientrano anche i disoccupati del programma GOL e i cosiddetti working poor, cioè chi lavora ma con un reddito la cui imposta lorda non supera le detrazioni spettanti.
  • Dove: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
  • Per fare cosa: avviare un’impresa, un’attività di lavoro autonomo o una libera professione, anche in forma di società.
  • Quanto: voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro, elevabile a 50.000; oppure contributo a fondo perduto del 75% sui programmi fino a 120.000 euro e del 70% su quelli fra 120.000 e 200.000 euro.
  • Come: domanda online sul sito di Invitalia, esito entro 90 giorni.
  • Riferimenti: art. 17 del decreto-legge 7 maggio 2024, n. 60 (convertito dalla legge 4 luglio 2024, n. 95), decreto ministeriale 11 luglio 2025 e decreto direttoriale 8 ottobre 2025.

Requisiti: chi può chiedere Resto al Sud 2.0

Il requisito dell’età e quello della condizione lavorativa riguardano chi presenta la domanda. Se l’attività nasce in società, possono entrare anche soci che non hanno i requisiti, a due condizioni: i giovani in possesso dei requisiti devono avere il controllo (almeno il 50% delle quote più un euro) e la maggioranza dell’organo di amministrazione.

Due condizioni meno note decidono spesso l’esito:

  • i tempi di avvio. L’attività deve essere avviata nel mese in cui si presenta la domanda o in quello immediatamente precedente: apertura della partita IVA per il lavoro autonomo e la libera professione, iscrizione al Registro delle imprese per le imprese. La partita IVA non deve essere stata movimentata, salvo spese modeste o legate alla costituzione;
  • le attività precedenti. Non può accedere chi, nei sei mesi prima della domanda, è stato titolare o socio di un’impresa con lo stesso codice ATECO fino alla terza cifra, anche se nel frattempo è stata chiusa.

Si può presentare una sola domanda.

Quanto vale: il voucher o il programma di investimento

Resto al Sud 2.0 offre due strumenti, pensati per progetti di dimensioni diverse.

Il voucher è un contributo a fondo perduto fino a 40.000 euro. Può salire a 50.000 se la maggiorazione si chiede espressamente nella domanda e il progetto rispetta una di queste condizioni:

  • almeno il 20% delle spese riguarda beni strumentali, materiali o immateriali, oppure servizi innovativi sul piano digitale, della sostenibilità ambientale o del risparmio energetico;
  • almeno metà della maggiorazione va a consulenze tecnico-specialistiche di enti del Terzo settore iscritti al RUNTS, per progettare soluzioni innovative, prototipi o certificazioni ambientali ed energetiche.

Il contributo per programmi di investimento serve ai progetti più grandi: copre il 75% delle spese per i programmi fino a 120.000 euro e il 70% per quelli fra 120.000 e 200.000 euro. La parte restante è a carico di chi avvia l’attività, ed è il primo conto da fare.

Accanto al contributo c’è un accompagnamento: un tutoraggio tecnico di Invitalia per l’avvio e la rendicontazione delle spese, e un tutoraggio gestionale dell’Ente nazionale per il microcredito per i primi passi sul mercato.

Settori ammessi

Si possono avviare attività produttive nell’industria e nell’artigianato, servizi alle persone e alle imprese, attività turistiche, commerciali e libero-professionali. È esclusa solo la produzione primaria di agricoltura, pesca e acquacoltura: la trasformazione dei prodotti agricoli e ittici, invece, è ammessa.

Resto al Sud 2.0: le spese ammissibili

  • Opere edili di ristrutturazione e manutenzione straordinaria, solo con il contributo per programmi di investimento e fino al 50% delle spese ammesse.
  • Macchinari, impianti, attrezzature e arredi, nuovi di fabbrica.
  • Programmi informatici e servizi digitali: licenze software, sviluppo di applicazioni, piattaforme digitali e app.
  • Beni immateriali: competenze per sviluppare prodotti e servizi ad alto contenuto tecnologico, siti web promozionali, identità visiva, ideazione del marchio e del nome.
  • Consulenze tecnico-specialistiche di enti del Terzo settore, fino al 30% delle spese ammesse.

Che cosa resta fuori

  • acquisto di terreni e immobili;
  • materie prime e semilavorati;
  • personale, utenze e affitti;
  • leasing;
  • consulenze legali, fiscali e tributarie, e quelle per preparare la domanda.

Due regole da tenere a mente fin dall’inizio: valgono solo le spese con documenti di data successiva alla domanda, e l’IVA è ammessa solo quando non si può recuperare. I beni acquistati restano vincolati all’attività per tre anni dalla fine del programma di spesa.

Come si presenta la domanda

La domanda la presenta online il titolare o il legale rappresentante, dall’area personale sul sito di Invitalia, con moduli diversi per il voucher e per il contributo. Le domande si esaminano in ordine cronologico, finché ci sono fondi, ed entro 90 giorni arriva l’esito.

Uno sportello in ordine di arrivo premia chi è pronto. Prima di aprire la partita IVA conviene quindi avere già:

  1. scelto lo strumento più adatto, voucher o programma di investimento;
  2. raccolto i preventivi e costruito un piano di spesa con le sole voci ammissibili;
  3. calcolato la quota non coperta dal contributo, IVA compresa;
  4. controllato i requisiti, compresi quelli sulle attività dei sei mesi precedenti.

Come può aiutarti BGB

Lavoriamo con chi avvia un’attività al Sud in ogni fase:

  • verifica dei requisiti: età, condizione lavorativa, composizione della società, attività precedenti;
  • scelta dello strumento e piano di spesa, solo con voci ammissibili e preventivi confrontabili;
  • domanda sulla piattaforma di Invitalia, nei tempi giusti rispetto all’avvio dell’attività;
  • dopo la concessione: richieste di erogazione, rendicontazione e scadenze.

Una precisazione, per trasparenza: le consulenze per preparare la domanda non sono spese ammissibili, quindi il nostro lavoro si concorda a parte, prima di cominciare.

Le altre misure che seguiamo sono nella pagina Finanza agevolata. Chi ha appena avviato un’impresa può guardare anche al voucher cloud e cybersecurity, aperto anche alle imprese appena costituite.

Hai un’idea d’impresa e vuoi capire se rientra in Resto al Sud 2.0? Contattaci: ne parliamo senza impegno.