Voucher cloud e cybersecurity 2026: fino a 20.000 euro per le PMI
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Da oggi si prepara la domanda, dal 10 novembre si invia
Dalle ore 12 del 20 ottobre 2026 PMI e lavoratori autonomi possono compilare sulla piattaforma di Invitalia la domanda per il voucher cloud e cybersecurity 2026, la misura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che rimborsa il 50% delle spese per sicurezza informatica e servizi cloud, fino a 20.000 euro per beneficiario. L’invio vero e proprio si apre alle ore 12 del 10 novembre 2026 e resta aperto fino alle ore 12 del 20 gennaio 2027, salvo esaurimento dei fondi.
Il dettaglio che conta di più è uno: lo sportello è cronologico. Non c’è una graduatoria di merito: le domande si esaminano nell’ordine in cui arrivano, finché ci sono risorse. Le tre settimane fra la precompilazione e l’apertura dell’invio servono proprio a questo: arrivare al 10 novembre con il piano di spesa deciso, l’offerta del fornitore firmata e i requisiti controllati.
Il voucher in breve
- Chi può chiederlo: piccole e medie imprese e lavoratori autonomi o liberi professionisti con partita IVA, in tutta Italia, comprese startup e imprese appena costituite.
- Quanto vale: contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, con un massimo di 20.000 euro. La spesa minima è di 4.000 euro; per ottenere il contributo pieno serve un piano da 40.000 euro.
- Risorse: 150 milioni di euro dal Fondo sviluppo e coesione 2014-2020. Circa 71 milioni sono riservati ai piani realizzati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
- Regime di aiuto: de minimis (Reg. UE 2023/2831). Il massimale si controlla sull’«impresa unica», cioè sommando gli aiuti ricevuti dalle società collegate.
- Una sola domanda per ogni soggetto.
- Riferimenti: decreto ministeriale 18 luglio 2025 e decreto direttoriale 4 agosto 2026, che fissa termini e modalità delle domande.
Che cosa si può comprare
Le spese ammissibili sono di quattro tipi, e vanno acquistate solo da fornitori iscritti nell’elenco del Ministero (approvato con il decreto direttoriale del 29 luglio 2026 e consultabile sul sito di Invitalia):
- Cybersecurity hardware: firewall, firewall di nuova generazione, router e switch, sistemi di rilevamento e prevenzione delle intrusioni.
- Cybersecurity software: antivirus, monitoraggio della rete, crittografia, sistemi di raccolta e analisi degli eventi di sicurezza (SIEM), gestione delle vulnerabilità.
- Servizi cloud infrastrutturali e di piattaforma: macchine virtuali, archiviazione e backup, VPN e protezione dagli attacchi DDoS, database.
- Software in cloud (SaaS): contabilità, gestione del personale, gestionali ERP, CRM, siti e commercio elettronico, centralini e comunicazione unificata.
A questi si aggiungono i servizi di configurazione, monitoraggio e supporto collegati alle soluzioni acquistate, entro il 30% del piano di spesa.
Si può acquistare direttamente, in abbonamento o in combinazione. Con l’acquisto diretto le spese vanno sostenute entro 12 mesi dalla concessione; con l’abbonamento il contratto deve durare almeno 24 mesi, va firmato entro 30 giorni dalla concessione e sono agevolabili solo i primi 24 mesi di canone.
Che cosa resta fuori
Le FAQ del Ministero sono nette su alcuni punti, da controllare prima di impostare il piano di spesa:
- il voucher paga solo soluzioni nuove o significativamente migliorative rispetto a quelle già in uso. Non valgono gli aggiornamenti di versione, le estensioni di licenze già possedute, l’aumento di postazioni o di utenze;
- è escluso l’hardware generico, per esempio un server;
- non sono ammesse le formule a consumo o a credito prepagato;
- è esclusa la formazione;
- non valgono le spese sostenute prima dell’invio della domanda.
I requisiti da controllare prima del 10 novembre
Oltre alla dimensione d’impresa, ci sono condizioni meno ovvie che conviene verificare subito:
- un contratto di connessione fissa con velocità di download di almeno 30 Mbps: le connessioni mobili non sono ammesse;
- per le PMI, la regolarità dell’assicurazione obbligatoria contro le calamità naturali;
- lo spazio residuo nel massimale de minimis, calcolato sull’impresa unica;
- SPID, CNS o CIE del legale rappresentante (o di un delegato), firma digitale e PEC;
- l’offerta firmata dal fornitore, con prodotti, codici identificativi, costi, situazione di partenza e miglioramento atteso.
Sono esclusi dalla misura gli ordini professionali, le loro fondazioni e gli studi associati (i singoli professionisti sì); le imprese agricole di produzione primaria sono escluse, salvo attività distinte e ammissibili.
Come arriva il contributo
Il voucher è un rimborso: l’impresa paga il fornitore e poi chiede il contributo, con fatture quietanzate che riportano il CUP della domanda e il codice del servizio. Si può chiedere in due quote (la prima dopo aver sostenuto almeno metà delle spese) o in un’unica soluzione, non prima di tre mesi dalla concessione; la rendicontazione finale va presentata entro 30 giorni dalla fine del progetto. Attenzione al cambio di fornitore o al recesso anticipato dall’abbonamento: interrompono l’agevolazione e fanno perdere il contributo residuo.
Perché vale la pena muoversi adesso
Il voucher arriva in un momento preciso. Secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano, citato dal Sole 24 Ore del 19 ottobre, quasi tutte le piccole e medie imprese hanno già investito nel cloud o intendono farlo, mentre il 76% non investe ancora nell’intelligenza artificiale. Lo stesso Osservatorio indica che circa un terzo delle piccole imprese usa gli incentivi per la digitalizzazione, e che a frenare le altre sono la complessità delle procedure e la difficoltà di trovare gli interlocutori giusti.
Una misura a sportello premia chi arriva preparato. E una domanda ben costruita parte da una domanda semplice: che cosa usiamo oggi, e che cosa ci serve davvero? Solo così il piano di spesa risponde al requisito del «miglioramento significativo» e non si riduce al rinnovo di quello che c’è già.
Come può aiutarti BGB
Il voucher si spende presso i fornitori dell’elenco ministeriale: noi non vendiamo hardware né software. Il nostro lavoro sta prima e dopo l’acquisto:
- verifica dei requisiti: dimensione, de minimis sull’impresa unica, assicurazione catastrofale, connessione;
- piano di spesa: fotografia della situazione di partenza, scelta delle soluzioni che rappresentano un vero miglioramento, confronto delle offerte dei fornitori iscritti;
- domanda: precompilazione sulla piattaforma Invitalia, per arrivare pronti all’apertura dello sportello;
- rendicontazione: controllo di fatture, CUP e scadenze fino all’erogazione.
Le nostre altre attività di finanza agevolata sono descritte nella pagina Finanza agevolata. E poiché il voucher non copre la formazione, chi introduce nuovi strumenti digitali può affiancarli con un corso di intelligenza artificiale in azienda per il personale.
Vuoi capire se la tua impresa rientra nel voucher e come impostare la domanda prima del 10 novembre? Contattaci: ne parliamo senza impegno.
