Fondo perduto per la formazione dei dipendenti: il 50% alle PMI del Sud, domande fino al 21 dicembre

Fino a 30.000 euro a fondo perduto, domande fino al 21 dicembre

C’è un fondo perduto per la formazione dei dipendenti che molte PMI del Sud non stanno ancora usando. Fino alle ore 12 del 21 dicembre 2026 si può chiedere a Invitalia il contributo Sviluppo competenze PMI, la misura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che paga il 50% dei percorsi di formazione per il personale su intelligenza artificiale, digitale e transizione verde, fino a 30.000 euro per impresa. È il secondo sportello: il primo, chiuso il 23 giugno, aveva una dotazione di 50 milioni di euro; questo ne ha 12,45 milioni, oltre a eventuali risorse non usate nel primo giro.

Rispetto ai bandi a sportello c’è una differenza che conviene sfruttare: le domande non si esaminano nell’ordine di arrivo. A sportello chiuso Invitalia forma una graduatoria in base al punteggio. Arrivare primi non serve; serve presentare un progetto costruito bene.

La misura in breve

  • Chi può chiederla: micro, piccole e medie imprese con unità locali in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, con almeno un bilancio approvato (o una dichiarazione dei redditi, per ditte individuali e società di persone) e in regola con l’assicurazione obbligatoria contro le catastrofi naturali. Non possono partecipare le imprese che hanno già presentato domanda al primo sportello.
  • Che cosa finanzia: percorsi di formazione per sviluppare o consolidare le competenze del personale dipendente, erogati da consulenti o società di formazione esterni.
  • Quanto vale: contributo a fondo perduto del 50% delle spese ammissibili, fino a 30.000 euro. Il progetto deve valere fra 10.000 e 60.000 euro.
  • Progetti di filiera: se più imprese di almeno due regioni presentano un progetto integrato (fino a 10 imprese), il contributo sale al 70% per micro e piccole imprese (massimo 42.000 euro) e al 60% per le medie (massimo 36.000 euro).
  • Regime di aiuto: de minimis (Reg. UE 2023/2831), da controllare sommando gli aiuti ricevuti dalle società collegate.
  • Riferimenti: decreto ministeriale 4 settembre 2025 e decreto direttoriale 26 gennaio 2026, che restano la disciplina anche del secondo sportello. Le risorse vengono dal Programma nazionale Ricerca, innovazione e competitività 2021-2027.

Su quali temi

Il percorso deve toccare almeno uno degli ambiti elencati nell’allegato 1 del decreto direttoriale. Fra quelli che interessano più da vicino una PMI:

  • tecnologie di intelligenza artificiale (ambito 6.2), insieme a robotica, connettività avanzata e altre tecnologie digitali;
  • processi di transizione verde e digitale (area 9): efficienza energetica e gestione sostenibile delle risorse, digitalizzazione dei processi produttivi e della catena del valore, mobilità sostenibile e logistica, economia circolare, gestione e analisi dei dati per l’innovazione sostenibile;
  • industria intelligente e sostenibile (area 3), per esempio processi produttivi ad alta efficienza e materiali ecocompatibili.

Restano fuori i corsi che servono solo a rispettare un obbligo di legge in materia di formazione, come quelli sulla sicurezza sul lavoro.

Quanto si può spendere: la tariffa oraria

Il costo non si calcola sulle fatture ma con una tariffa oraria fissa per regione, che vale per tutto: docenti, materiali, viaggi, consulenza collegata al corso e anche il costo dei dipendenti nelle ore in aula. La formula è:

costo ammesso = tariffa oraria × ore di formazione × numero di partecipanti

La tariffa è di 46,13 euro in Campania e Sardegna, 47,22 in Basilicata e Sicilia, 45,03 in Puglia e Molise, 41,19 in Calabria. Un esempio in Campania: 15 dipendenti per 16 ore fanno 240 ore-allievo, cioè un costo ammesso di 11.071 euro e un contributo di circa 5.536 euro. Per arrivare al tetto di 60.000 euro servono circa 1.300 ore-allievo, per esempio 40 persone per 32 ore.

Come si vince la graduatoria

Il punteggio si costruisce su cinque criteri, che dicono molto su come impostare il progetto:

  1. Base organica (da 2 a 15 punti): il numero di persone impiegate nelle unità locali coinvolte.
  2. Coinvolgimento del personale (da 2 a 15 punti): la quota di dipendenti che partecipa al corso. È anche il criterio che decide in caso di parità.
  3. Ambiti formativi (da 2 a 10 punti): quanti ambiti dell’allegato 1 copre il percorso.
  4. Filiera (3 punti): l’appartenenza a un contratto di rete per lo sviluppo della filiera.
  5. Manifattura (5 punti): un’attività principale nella sezione C dell’ATECO 2025.

Il totale cresce del 5% con il rating di legalità e di un altro 5% con la certificazione della parità di genere. Il 40% delle risorse del decreto è riservato alle imprese delle filiere automotive, moda, tessile e arredamento.

In pratica: un corso che coinvolge molti dipendenti e tocca più temi, per esempio intelligenza artificiale, gestione dei dati e uso efficiente delle risorse, parte avvantaggiato rispetto a un corso per tre persone su un solo argomento. I primi tre punteggi sono relativi: si calcolano confrontando fra loro tutti i progetti presentati.

Le regole da conoscere prima di partire

Le FAQ del Ministero chiariscono alcuni punti che pesano sull’organizzazione:

  • la formazione è solo in presenza, con docente e partecipanti nella stessa aula; non valgono la formazione a distanza, quella mista e l’affiancamento sul lavoro;
  • partecipano solo i lavoratori dipendenti delle unità locali nelle regioni ammesse; restano fuori soci e amministratori non dipendenti e i lavoratori in somministrazione;
  • il formatore deve essere esterno e indipendente dall’impresa e dimostrare esperienza con l’elenco dei progetti degli ultimi tre anni; non serve un accreditamento;
  • il contratto con il formatore si firma dopo la domanda (i preventivi si possono chiedere prima); il corso parte entro 6 mesi dalla concessione e si chiude entro 12, con una proroga possibile di altri 6;
  • ogni impresa presenta una sola domanda.

Corsi finanziati: che differenza c’è con Fondimpresa

Quando si parla di corsi finanziati per i dipendenti, molte imprese pensano subito a Fondimpresa, il fondo interprofessionale costituito da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, che finanzia la formazione delle imprese aderenti con il conto aziendale e con gli avvisi del conto di sistema. Sviluppo competenze PMI è un’altra cosa: è il bando MIMIT per la formazione 2026 riservato alle PMI del Sud, e il decreto non chiede l’adesione a un fondo interprofessionale.

Le due strade non si escludono per forza: le FAQ del Ministero ammettono il cumulo con altri aiuti, purché il totale non superi il 100% dei costi ammissibili e si rispettino le intensità previste. Va però verificato caso per caso, sulle regole del singolo avviso.

Il momento giusto per i corsi in azienda

Un nuovo strumento di intelligenza artificiale, o un processo riorganizzato per consumare meno, rende poco se chi lo usa non sa come farlo. Una misura che paga metà del corso, in sede e con le persone che lavorano davvero sui processi, è l’occasione per farlo con metodo: scegliere i temi a partire dai bisogni dell’impresa, coinvolgere la maggior parte del personale e misurare a fine percorso che cosa è cambiato.

Come può aiutarti BGB

BGB può essere il soggetto che eroga il percorso: progettiamo e teniamo corsi in sede su intelligenza artificiale e sostenibilità, su misura per l’impresa, in presenza come chiede la misura. Prima del corso ci occupiamo di:

  • verifica dei requisiti: dimensione, unità locali, bilancio, polizza catastrofale, de minimis sull’impresa unica, eventuali domande già presentate al primo sportello;
  • progetto formativo: scelta degli ambiti dell’allegato 1, numero di partecipanti e ore, calcolo del costo con la tariffa regionale, impostato per il punteggio;
  • domanda sulla piattaforma Invitalia, con la scheda del progetto e l’offerta;
  • rendicontazione fino all’erogazione del contributo.

I programmi di riferimento sono descritti nelle pagine del corso di intelligenza artificiale in azienda e del corso di sostenibilità aziendale; le altre misure che seguiamo sono nella pagina Finanza agevolata.

Vuoi capire se la tua impresa rientra in Sviluppo competenze PMI e come impostare un progetto che regga in graduatoria? Contattaci: ne parliamo senza impegno.